Per chi quest'anno percepisce assegni pensionistici minimi è in atto un doppio aumento, frutto della rivalutazione basata sull'inflazione e di una misura apposita prevista in Legge di bilancio. Ecco di quanto sono saliti e a chi spettano.

Previste sin da una legge del 1952, le pensioni minime garantiscono un sostegno mensile ai percettori che non raggiungono una determinata soglia tramite l'assegno di vecchiaia. L'integrazione, erogata dall'Istituto Nazionale di previdenza sociale (Inps) si estende inoltre ai titolari di pensione di reversibilità con redditi inferiori al minimo stabilito per legge. A prescindere dalla tipologia di assegno, rimane per tutti i beneficiari l'obbligo di risiedere in Italia e di soddisfare requisiti soggettivi e contributivi.

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Come previsto dalla normativa vigente, la possibilità di ricevere da parte dell'Inps l'assegno minimo nelle tredici mensilità previste è riconosciuta ad ex lavoratori con almeno 67 anni d'età e 20 di contributi. Al compimento dei 71 anni, invece, la quota contributiva scende a 5 anni, a patto di rimanere sotto la soglia minima di reddito.

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