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Ultimo aggiornamento: 11:03

L’indicizzazione delle pensioni per il 2026 sarà dell’1,4%. Il decreto del ministero dell’Economia pubblicato in Gazzetta ufficiale venerdì scorso mette nero su bianco la percentuale provvisoria, che potrà essere ritoccata nel 2027 ma è sufficiente per capire l’ordine di grandezza degli aumenti. Per centinaia di migliaia di pensionati il ritocco sarà praticamente invisibile.

Le pensioni minime, oggi a 616,67 euro, saliranno a 619,79 euro. Tre euro e dodici centesimi in più al mese. A cui si aggiunge il mini ritocco dell’1,3% previsto dalla manovra dello scorso anno (quella per il 2026 non prevede nuovi interventi). L’anno scorso l’aumento era stato persino inferiore: 1,8 euro. In due anni, con gli adeguamenti all’inflazione le minime guadagnano meno di cinque euro complessivi.

Il resto del meccanismo non cambia: piena rivalutazione solo fino a 2.447,39 euro lordi. Oltre, scattano le penalizzazioni introdotte negli anni scorsi: 1,26% tra 2.447 e 3.059 euro, 1,05% per gli assegni più alti. Tutto al lordo, perché al netto pesano Irpef e addizionali regionali e comunali.