Arezzo trova un prefetto che, prima di arrivare a Poggio del Sole, conosceva già bene la città. Fabrizio Stelo, 58 anni domani, arriva da Teramo e non è infatti un volto nuovo: qui ha frequentato l’asilo, le elementari e le medie. Il padre Vittorio, dirigente di vertice della prefettura cittadina fino al 1982, è diventato poi prefetto in varie città e direttore del Sisde.
Il figlio Fabrizio, oltre alla tessera da giornalista pubblicista nel portafogli dal 1993, vanta una lunga carriera prefettizia: dopo incarichi a Siena, Firenze, Livorno e Bologna, è stato prefetto di Oristano prima di Teramo.
Nel primo giorno a Palazzo del Governo c’è spazio per i ricordi: "Voglio fare delle lunghe passeggiate per la città: sono tornato per qualche Giostra del Saracino, ma manco dalla città da oltre 44 anni. Non mi sono perso, però, l’ultima partita dell’Arezzo a Pineto in serie C...".
Stelo non arriva con l’idea di osservare soltanto ciò che è stato: vuole capire il presente e, soprattutto, mettere a disposizione di tutto il territorio provinciale il proprio ruolo.
Il nuovo prefetto indica una parola chiave: collaborazione. La prima fase del mandato sarà dedicata agli incontri con chi quotidianamente lavora sul territorio, a partire dalle forze dell’ordine. Poi toccherà al sindaco del capoluogo, al presidente della Provincia, ai vertici della procura e al vescovo.








