Domenica mattina i vincitori del concorso fotografico ‘Uno scatto per il mare’ sono saliti a bordo del gommone del centro Cestha per assistere al rilascio in mare di Leo e Artemis, due tartarughe caretta caretta che hanno concluso il loro percorso di cura. Simone d’Acunto, direttore del Cestha, racconta la loro storia: "Oggi abbiamo liberato due esemplari giovani ritrovati l’anno scorso affetti dalla sindrome della tartaruga debilitata, una condizione complessa che colpisce i più piccoli di età e dimensioni. Il carapace appare ricoperto da balani, conosciuti anche come denti di cane, che finiscono per limitare i movimenti dell’animale rendendo quindi più difficile cibarsi e portandolo a un rapido deperimento. Le cause precise di questo fenomeno non sono ancora ben comprese, tra le ipotesi ci sono cambiamenti delle correnti e stress ambientali generici. Normalmente i balani tendono a staccarsi con il movimento ma si accumulano se l’animale sta fermo a lungo. Il primo intervento che si fa in questi casi è la pulizia del carapace, un’attività delicata che può durare anche alcuni giorni, abbiamo avuto casi in cui il peso dei balani attaccati era quasi equivalente a quello della tartaruga. Spesso servono diverse settimane per dichiararle fuori pericolo e bisogna poi aspettare l’estate successiva per il ritorno in mare. L’anno scorso, complice anche il gran numero di nascite che c’è stato, abbiamo avuto un picco di tartarughe spiaggiate con questa sindrome (circa 40 casi) e le stiamo rilasciando in queste settimane, approfittando anche del fermo pesca che rappresenta un periodo più tranquillo per loro per riadattarsi alla vita selvatica".
Tartarughe curate e liberate. Leo e Artemis tornano in mare
Domenica mattina due esemplari di caretta caretta sono stati rilasciati dai biologi del centro di recupero Cestha di Marina di Ravenna.












