HomeCesenaCronacaIl malato immaginario di Molière. Siravo stasera all’Arena PlautinaSotto le stelle di Sarsina andrà in scena una trasposizione novecentesca del celebre testoEdoardo Siravo è Argante nel ‘Malato Immaginario’ di Molière, in scena questa sera all’Arena Plautina per la rassegna Plautus FestivalRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciEdoardo Siravo, direttore artistico del Plautus Festival e grande interprete della scena teatrale italiana, stasera alle 21.15, all’arena plautina di Calbano di Sarsina vestirà i panni del "Malato immaginario", testo di Molière nella versione del regista Carlo Emilio Lerici, liberamente ispirata all’adattamento di Constance Congdon. Il cast del Teatro Belli di Antonio Salines in questa nuova produzione, cala la vicenda dal Seicento, epoca in cui il drammaturgo parigino la compose, al Novecento. Non la ricerca di un’attualizzazione forzata, avverte il regista, quanto la creazione di uno spazio mentale, simbolico ed emotivo.
"Lo spettacolo – spiega Lerici - parla della paura della malattia, del bisogno di controllo, della delega cieca al potere e delle meschinità familiari, temi che attraversano ogni epoca. Molière, oggi, riderebbe ancora e, ridendo, ci metterebbe davanti allo specchio". "Ciò che viene messo in scena – aggiunge –, non è solo l’inganno, ma il bisogno umano di delegare la propria fragilità a un’autorità esterna, che siano medici arroganti o avidi consanguinei. Argante (Edoardo Siravo), è un uomo prigioniero non solo della paura della malattia, ma di ciò che l’invecchiamento procura al corpo. La galleria di personaggi che lo circonda sfrutta a proprio favore tale fobia cercando di trarne vantaggio: la moglie Belinda per assicurarsi l’eredità, Purgòn, medico di fiducia di Argante, somministrando pozioni e clisteri per farsi pagare profumatamente con la complicità incosciente del nipote Tommaso, giovane medico goffo quanto presuntuoso che Argante ha scelto come marito per la figlia Angelica per ragioni di convenienza sociale. Quest’ultima è invece innamorata di Cleante, animato da sentimenti autentici. Al centro dell’azione si muove Tognina, serva saggia e risolutrice che propugna un principio di verità travestendosi da medico famoso arrivando perfino a suggerire ad Argante di farsi cavare un occhio e amputare un braccio, dimostrandogli quanto sia disposto a credere a chiunque indossi la "maschera"del medico.







