PADOVA - È scomparso domenica a Vicenza, all'età di 95 anni, Francesco Busonera, figlio di Flavio, il medico partigiano, comandante di brigata della Resistenza, impiccato dai nazifascisti il 17 agosto 1944 in via Santa Lucia a Padova. Francesco è stato per tutta la vita il custode instancabile della memoria del padre, impegnandosi affinché il suo sacrificio fosse ricordato non soltanto come quello di un protagonista della Resistenza ma, soprattutto, come quello di un uomo animato da profonda umanità e da un grande senso di giustizia.
Chi era Nato il 25 agosto 1930, Francesco Busonera conseguì il diploma all'Istituto Tecnico Nautico di Venezia e intraprese la carriera di capitano di lungo corso. Dopo molti anni trascorsi in mare decise però di cambiare vita per stare più vicino alla famiglia, diventando direttore commerciale del cementificio di Monselice. Una scelta dettata dagli affetti che rifletteva quel forte senso della famiglia che ha contraddistinto tutta la sua esistenza. Per lui il ricordo del padre Flavio non fu mai un semplice dovere civile. Conservò sempre con sé la medaglia d'argento al valor militare conferita alla madre dal Governo in memoria del marito e partecipò con costanza alle commemorazioni organizzate ogni anno a Padova nel luogo dell'impiccagione. Era una presenza silenziosa ma preziosa, capace di trasmettere alle nuove generazioni non soltanto la storia della Resistenza ma, anche, il volto umano di un medico che, prima ancora di essere un combattente, aveva scelto di stare dalla parte degli ultimi curando senza distinzione e pagando con la vita la propria fedeltà ai valori di libertà e solidarietà. Chi ha conosciuto Francesco lo ricorda come una persona riservata, gentile e profondamente legata ai propri cari. È stato un marito e un padre amorevole. Con la moglie Rita ha condiviso una lunga vita fatta di affetto e passioni comuni, tra cui quella per il ballo, coltivata fino a quando la salute lo ha consentito. La sua esistenza è cambiata profondamente nel 2019, quando Rita è mancata dopo una lunga malattia. Da quel momento Francesco si è chiuso progressivamente nel dolore, pur circondato dall'affetto dei figli Maria Luisa e Valerio - al quale aveva voluto dare il nome di battaglia del partigiano che partecipò all'esecuzione di Benito Mussolini - dei fratelli e dei nipoti. Con la sua scomparsa si perde una testimonianza diretta di una delle pagine più significative della storia della Resistenza veneta. Francesco Busonera ha saputo custodire e tramandare l'eredità morale di Flavio Busonera, a cui è stato dedicato l’omonimo ospedale Busonera ora sede dello Iov dove un tempo erano ricoverati i malati di tubercolosi. Un'eredità che Francesco ha portato con sé per tutta la vita trasformando il ricordo del padre in una testimonianza di memoria, dignità e umanità. I funerali si celebreranno giovedì 6 agosto alle 8.45 nella chiesa di San Giorgio a Vicenza.







