Il caldo persistente e il conseguente abbassamento del livello delle acque del Danubio stanno riportando alla luce una delle testimonianze più suggestive della Seconda guerra mondiale. Nei pressi di Prahovo, nella Serbia orientale, emergono infatti i relitti di decine di navi da guerra tedesche affondate nel 1944 dagli stessi equipaggi della Wehrmacht durante la ritirata davanti all’avanzata dell’Armata Rossa.

Si tratta di una scena che si ripete ormai ogni estate particolarmente secca. Con il livello del fiume in costante diminuzione, le carcasse metalliche riaffiorano dall’acqua, ricordando uno degli episodi meno conosciuti del conflitto sul fronte balcanico. A riportare l’attenzione sul fenomeno è stato il settimanale tedesco Focus, che ha ricostruito la storia di questi relitti e dei progetti avviati per la loro rimozione.

Nell’autunno del 1944 le forze tedesche erano in ritirata sia via terra sia lungo il Danubio. Per impedire che il materiale bellico cadesse nelle mani dell’Armata Rossa, gli equipaggi ricevettero l’ordine di autoaffondare le proprie imbarcazioni. L’obiettivo era anche quello di creare una barriera artificiale capace di ostacolare la navigazione delle truppe sovietiche lungo il secondo fiume più lungo d’Europa.