La numero 1 del mondo prende posizione sulla decisione della WTA di introdurre nuovi controlli sull’idoneità al circuito femminile. “Ci hanno messo un po’ a prendere questa decisione, ma la appoggio”.

Aryna Sabalenka sceglie di non restare ai margini del dibattito che sta cambiando il tennis femminile. La numero 1 del mondo, alla vigilia del WTA 1000 di Toronto, ha commentato la nuova politica introdotta dal circuito sui test genetici per determinare il "sesso biologico" e l'idoneità alla categoria femminile, schierandosi a favore della scelta della WTA. Una misura che va oltre la semplice verifica dei livelli di testosterone e che l'associazione ha adottato allineandosi alle norme del CIO in vista delle Olimpiadi di Los Angeles 2028. "Non sarebbe giusto mettere le donne contro gli uomini biologici", ha dichiarato la campionessa bielorussa, aprendo un nuovo capitolo in una discussione che coinvolge ormai tutto lo sport internazionale su identità, diritti degli atleti e principio di equità agonistica.

Perché la posizione di Sabalenka pesa: la numero 1 WTA entra nel dibattito La numero 1 del ranking mondiale, che arriva sul cemento dopo la delusione di Wimbledon, ha spiegato di considerare fondamentale proteggere il principio della competizione equilibrata nel tennis femminile. "È molto importante mantenere l'equità nel nostro circuito – ha spiegato intervenendo . È ovvio che, biologicamente, gli uomini sono molto più forti delle donne, quindi non mi sembrerebbe giusto che una donna gareggiasse contro un uomo", ha dichiarato Sabalenka durante la giornata dedicata ai media del WTA 1000 di Toronto.