di
Francesca Sala
Borlenghi è morto improvvisamente a 70 anni. Ha seguito le campagne del Moro di Venezia, di Luna Rossa, le Whitbread, le Volvo Ocean Race, le grandi classiche del Mediterraneo e degli oceani
Carlo Borlenghi è morto improvvisamente lunedì mattina nella sua Bellano, sulla sponda lecchese del Lario. Aveva 70 anni. Se ne va uno degli sguardi più autorevoli della fotografia internazionale, l'uomo che per oltre quarant'anni ha raccontato il mare, la vela e i suoi protagonisti con immagini diventate patrimonio collettivo ben oltre il mondo degli appassionati. Da Luna Rossa a Giovanni Soldini, dai grandi skipper ai fotografi che da lui hanno imparato un mestiere, tutti oggi ricordano non soltanto il professionista, ma l'uomo: curioso, generoso, entusiasta. Uno di quelli che, anche dopo migliaia di regate e milioni di chilometri percorsi, riusciva ancora a emozionarsi davanti alla luce giusta o a una vela che si tendeva nel vento.
Borlenghi aveva iniziato quasi per gioco, fotografando le regate sul lago di Como. Poi quel lago gli era diventato piccolo. La collaborazione con Uomo Mare Vogue gli aveva aperto le rotte del mondo e nel 1983, con la storica avventura di Azzurra alla Coppa America di Newport, era iniziato un viaggio destinato a cambiare il modo di raccontare la vela. Sarebbero arrivate le campagne del Moro di Venezia, di Luna Rossa, le imprese oceaniche di Giovanni Soldini, le Whitbread, le Volvo Ocean Race, le grandi classiche del Mediterraneo e degli oceani.










