Cesenatico (Cesena), 3 agosto 2026 — Novanta famiglie arrivate in Riviera con le valigie pronte per una vacanza che, invece, non è mai iniziata. Il residence promesso nelle immagini online non c’era, le prenotazioni erano soltanto un’illusione costruita sul web e le caparre versate sono finite nelle mani di chi aveva creato il raggiro. Il caso del residence fantasma di Cesenatico, esploso proprio nel periodo in cui migliaia di italiani programmano le ferie, riaccende l’attenzione su un fenomeno sempre più frequente: quello delle truffe legate agli affitti turistici.

Dietro molti annunci si nasconde lo schema della cosiddetta “casa fantasma”. Foto curate, descrizioni dettagliate, prezzi apparentemente vantaggiosi e disponibilità limitate: elementi studiati per convincere chi cerca un alloggio per l’estate. Poi arriva il pagamento dell’acconto e, improvvisamente, il contatto con il presunto proprietario si interrompe. In altri casi il turista scopre soltanto all’arrivo che l’appartamento non esiste, è già occupato oppure non corrisponde minimamente a quanto mostrato nell’annuncio.

Un fenomeno che, secondo Marzio Govoni, presidente di Federconsumatori Modena e responsabile dello sportello nazionale Sos Turista, deve essere affrontato distinguendo due aspetti diversi: "Da una parte ci sono le truffe vere e proprie, con appartamenti che non esistono, dall’altra gli abusi che ruotano attorno al sistema degli affitti turistici”. L'ingresso della palazzina in via Pascoli a Cesenatico dove sono stati truffati centinaia di turisti