ROMA – Accelerare la diffusione di una rete di ricarica rapida è uno dei principali passi da compiere se si vuole puntare sulla mobilità elettrica. Ma è anche uno dei principali scogli da superare, visti gli elevati costi di cantiere e i vari mesi di lavoro necessari per questo investimento. Diverso sarebbe se, invece di essere costruite ex novo, le stazioni di ricarica fossero prefabbricate e collocate su una piattaforma pieghevole capace di integrare fino ad otto colonnine. Ed è proprio quello che Elon Musk sta facendo con la nuova generazione di stazioni di ricarica Tesla V4 negli Stati Uniti, che ora stanno sbarcando anche in Europa.
Apripista è la Norvegia, nella cui capitale Oslo ha da poco fatto il suo esordio il primo impianto Supercharger ‘’Folding’’, cioè pieghevole, con tempi di installazione due volte più veloci e costi di realizzazione ridotti di oltre il 20% rispetto al passato. Ma la Norvegia è solo il primo passo. Nel progetto di Tesla c’è il presidio delle principali aree di sosta della rete autostradale del Vecchio Continente, un piano che dovrebbe entrare nel vivo nel terzo trimestre del 2026, con l’obiettivo di arrivare al rinnovo dell’intera rete europea dei Supercharger.






