La Romania autorizza l'abbattimento di quasi 900 orsi bruni per contenere il numero dei plantigradi, spinti verso le città da turisti irresponsabili che li nutrono in cerca di selfie. Insorgono le associazioni animaliste
@Canva
La Romania ha approvato un provvedimento che rischia di segnare un punto di non ritorno nella gestione della fauna selvatica europea. Il Parlamento ha infatti disposto l’estensione della quota di prelievo, autorizzando l’abbattimento di quasi 900 orsi bruni (859 per la precisione) tra il 2026 e il 2027. La misura mira a contenere una popolazione stimata tra 10.000 e 13.000 esemplari, la più numerosa dell’Unione Europea al di fuori della Russia. Una decisione terribile e sbagliata: ricorrere alle armi per risolvere l’emergenza rappresenta una scorciatoia che non affronta le vere radici del conflitto tra uomo e natura. Una scelta che, chiaramente, ha scatenato la fermissima contrarietà di chi tutela gli animali.
Comportamenti irresponsabili lungo la Transfăgărășan
Il panorama in cui si consuma questa crisi vede come epicentro la spettacolare arteria stradale della Transfăgărășan, nei Monti Carpazi. Qui la convivenza è degenerata a causa dell’inciviltà dei turisti, che ignorano sistematicamente i divieti e i cartelli d’avvertimento per scattare selfie e somministrare cibo ai plantigradi. Nel solo arco di una mattinata sono stati censiti almeno 20 orsi bruni spintisi a ridosso delle carreggiate. Un’abitudine deleteria che disabitua i selvatici alla caccia naturale, incrementando le incursioni urbane in località come Predeal, dove i residenti accontano di non poter più uscire di casa la sera a causa delle costanti visite degli animali ai cassonetti della spazzatura.









