A Hefei, nella Cina orientale, è stato completato e collaudato con successo il più grande magnete superconduttore mai realizzato per un reattore a fusione. Questo colosso criogenico da 582,4 tonnellate, sviluppato dall’Istituto di Fisica del Plasma dell’Accademia Cinese delle Scienze, misura 21 metri in lunghezza, 12 in larghezza e 3,3 in altezza, e rappresenta una tappa decisiva verso l’energia del futuro.

La fusione nucleare impone un duplice estremo: mentre il plasma all’interno del reattore deve superare i 100 milioni di gradi, la bobina superconduttrice opera vicino allo zero assoluto.

Il suo ruolo è cruciale: generare una “gabbia” magnetica invisibile capace di confinare la miscela ionizzata, imponendole traiettorie stabili nella camera a vuoto, così da evitare contatti con le pareti e la conseguente dispersione di energia.

Il dispositivo è progettato per lavorare a 98 kA, immagazzinare 120 gigajoule di energia magnetica e resistere per almeno 60 anni a condizioni proibitive, tra correnti elevatissime, sollecitazioni meccaniche, freddo estremo e irraggiamento neutronico.

L’infrastruttura non è un prototipo isolato: rientra nella piattaforma tecnologica CRAFT, pensata per abilitare la generazione cinese di reattori a fusione. In particolare, questo magnete costituisce l’elemento cardine del BEST (Burning Plasma Experimental Superconducting Tokamak).