La complessità dello scenario internazionale è oggi tale da esigere, da parte di tutti i Paesi membri, l’adozione di un approccio olistico alla sicurezza energetica, capace di accrescere la sovranità del Paese, consolidando spazio d’azione e potere negoziale nelle relazioni internazionali. In questo quadro, le infrastrutture di gas italiane, e il fatto che siano in capo a un unico operatore, Snam, si confermano come elementi abilitanti per il sistema economico

La sicurezza energetica non è mai stata un dettaglio. Figuriamoci al tempo dello stretto di Hormuz chiuso e del Medio Oriente interessato ancora una volta da accese tensioni. Negli ultimi anni l’Europa si è trovata a dover far fronte a una serie di criticità che hanno messo a dura prova la sua resilienza e capacità di reazione a shock energetici, dai quali forse si credeva di essere al riparo. In questo contesto, l’Italia si è dimostrata però un’eccellenza nel panorama mediterraneo dell’energia. Un po’ per questione di geografia, lo Stivale si inoltra nel mare nostrum ergendosi a terminale dell’Europa verso il Sud, un po’ per oggettivi meriti industriali. Tanto basta a giungere piuttosto in fretta a una prima conclusione: in uno scenario energetico segnato da crescente volatilità e tensioni geopolitiche il sistema italiano ha saputo dimostrare una significativa capacità di adattamento, reagendo con flessibilità e resilienza grazie alla diversificazione degli approvvigionamenti e a un’infrastruttura altamente interconnessa. La quale ha permesso di garantire le forniture necessarie e soddisfare la domanda di gas, che a giugno ha segnato un +3% rispetto allo stesso mese del 2025.