Guadagnare circa 2.300 euro netti al mese lavorando appena sei giorni. È la notizia che nelle ultime ore sta facendo il giro dei social e di numerosi siti d’informazione. Inevitabile il confronto con gli stipendi italiani e l’idea che in Spagna le condizioni di lavoro siano decisamente più favorevoli. A raccontarlo è Diego Acevedo, tecnico del Samur, il servizio di emergenza medica del Comune di Madrid, durante il popolare podcast spagnolo 17 grados. La ricostruzione, però, merita qualche precisazione. Non perché la cifra sia falsa, ma perché, letta senza contesto, rischia di restituire un’immagine parziale del lavoro svolto. Il primo elemento riguarda la mansione: Diego non è un semplice autista di ambulanza. Come tutti gli operatori del Samur, è un Tecnico delle Emergenze Sanitarie (TES). Questo significa che, oltre a guidare il mezzo, è formato per assistere il paziente durante il soccorso e il trasporto. All’interno dell’equipaggio i tecnici si alternano tra la guida e l’assistenza sanitaria, senza una distinzione rigida dei ruoli.“Non ci sono distinzioni, qui siamo tutti tecnici”, ha spiegato l’uomo e confermando che, proprio per questo motivo ci si alterna tra guida – tutti i tecnici sono muniti di patente C, quella per gli autocarri – e cura del paziente.Anche il dato dei “sei giorni di lavoro al mese” va interpretato correttamente: non si tratta di sei normali giornate lavorative, ma di sei turni da 24 ore consecutive, seguiti da cinque giorni di riposo. In altre parole, il numero di giornate è ridotto perché ciascun turno copre un’intera giornata e una notte. Tradotto in ore, il monte mensile è di circa 144 ore, a cui possono aggiungersi ulteriori guardie previste nel corso dell’anno. Un carico di lavoro che, nel complesso, è assimilabile a quello di un impiego a tempo pieno.Lo stesso Diego racconta che, al termine del turno, torna a casa esausto. Nel corso di una guardia possono susseguirsi numerosi interventi, anche molto complessi, e la responsabilità non riguarda soltanto le cure al paziente. La guida dell’ambulanza deve essere particolarmente fluida: frenate, accelerazioni o sterzate improvvise possono incidere sulle condizioni della persona trasportata. Resta invece confermato l’aspetto economico. Lo stipendio netto di circa 2.300 euro mensili dichiarato dal tecnico madrileno è compatibile con il ruolo svolto nel Samur, un servizio comunale con una propria organizzazione e specifiche indennità. Non si tratta, però, di una retribuzione automaticamente estendibile a tutti gli autisti o ai tecnici delle ambulanze spagnole, che possono essere assunti da enti e aziende con contratti differenti.La vicenda è anche un esempio di come, soprattutto sui social, una notizia possa essere sintetizzata in una formula capace di attirare l’attenzione, ma perdere parte del suo significato. “Sei giorni di lavoro al mese” è un’affermazione formalmente corretta, ma senza spiegare il contesto –e cioè che quei sei giorni corrispondono a turni di 24 ore consecutive –, il rischio è quello di immaginare un impiego molto meno impegnativo di quanto sia nella realtà. Più che la storia di un autista che lavora poco e guadagna molto, quella di Diego Avecedo che lavora al Samur di Madrid è la storia di un professionista dell’emergenza sanitaria che concentra il proprio lavoro in turni lunghissimi, alternando la guida del mezzo all’assistenza diretta dei pazienti.Il contesto cambia completamente la prospettiva con cui leggere la notizia. E non è un dettaglio.
“In Spagna guadagno 2.300 euro guidando un’ambulanza appena sei giorni al mese”. Cosa c’è di vero
Intervistato dai content creator del podcast “17 grados”, il protagonista, però, spiega: “Faccio 6 turni da 24 ore consecutive”






