Ricerca biomedica, la parità resta lontana. Nove scienziate italiane in campo biomedico su 10 riferiscono almeno una barriera legata al genere, il 91% incontra difficoltà nel conciliare carriera e vita privata e solo il 17% si dichiara soddisfatta della parità raggiunta. Il 37% ha pensato almeno una volta di lasciare la ricerca. Sono i dati di uno studio pubblicato sullo European Journal of Cancer Prevention, promosso dal Club Top Italian Women Scientists, sostenuto da Fondazione Onda ETS. Percorso in salita Per le donne, raggiungere i massimi livelli della ricerca scientifica con un alto numero di citazioni non elimina le barriere nel percorso professionale. Come spiega Adriana Albini, co-presidente del Club Top Italian Women Scientists di Fondazione Onda, scientific advisor della Direzione scientifica dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) e autrice dello studio con Sonia Levi, co-presidente del Club TIWS e preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Vita-Salute San Raffaele, "il dato più significativo è che a raccontare questi ostacoli non sono donne rimaste ai margini della ricerca, ma scienziate che hanno raggiunto risultati importanti. Significa che il problema non riguarda le capacità, la preparazione o la determinazione delle donne, ma il contesto nel quale devono costruire la propria carriera. Il successo individuale non può diventare un alibi per non intervenire sulle barriere strutturali, culturali e organizzative ancora presenti”.