I telegiornali italiani continuano a muoversi poco. O almeno così sembrerebbe. Il tempo complessivamente dedicato dagli italiani ai notiziari della sera passa infatti da 276 a 279 milioni di ore nel primo trimestre del 2026: un incremento minimo, quasi fisiologico. Ma dietro questa apparente immobilità, i dati Agcom raccontano una geografia degli ascolti meno scontata. Al vertice cambia poco. Il Tg1 delle 20 resta il leader incontrastato con quasi 4,8 milioni di spettatori e una lieve crescita (+0,8 per cento), mentre il Tg5 consolida il secondo posto con 3,7 milioni e un modesto +0,5 per cento. Più complicata la situazione della TgR, che pur mantenendo il terzo gradino del podio con 2,3 milioni di telespettatori perde il 4 per cento, e del Tg3, fermo a un incremento assai esiguo (+0,6 per cento). La sorpresa arriva invece dal Tg2. L’edizione serale cresce del 17,1 per cento, il dato più brillante tra tutti i grandi telegiornali nazionali. Non è un semplice rimbalzo statistico: è l’unico vero cambio di passo in un mercato dove tutti gli altri si muovono di pochi decimali o arretrano. Anche Tg La7 continua la sua lenta ma costante progressione (+0,7 per cento), confermando la fedeltà del proprio pubblico.