Il Tg1 è ancora lì, alle otto di sera, primo nella “dieta informativa” degli italiani. Una sorta di rito domestico che resiste con quasi 4,6 milioni di spettatori: in crescita del 2,6% in un anno, dice l’Osservatorio sulle Comunicazioni dell’Agcom.
Ma in questo quadro, le indicazioni da evidenziare sono due: una buona e una meno buona. La parte positiva sta nel fatto che fra un anno e l’altro le ore spese dagli italiani davanti ai principali, Tg fra gennaio e giugno, sono aumentate: +0,5% in prima serata (268 milioni di ore, inteso come tempo dedicato da ciascuno spettatore alla visione dei telegiornali) e +1,4% nella fascia 12-14.30 (201 milioni di ore). Di meno buono c’è il fatto che quel rito è meno collettivo di un tempo. La platea si è assottigliata. Il confronto con il 2021 vede un calo del 19,9% per i tg della fascia serale e del 20,3% per le edizioni del giorno.
Le edizioni serali dei Tg
I dati messi in fila dall’Autorità sul versante dell’informazione Tv premiano dunque l’ammiraglia di Rai 1 guidata da Gian Marco Chiocci. Il Tg5 lo insegue con 3,4 milioni di telespettatori (-7,1% annuo e -23,5% rispetto al 2021), la TgR si ferma a 2,2 milioni (-2,2% annuo e -27,3% sul 2021), il Tg3 a 1,7 milioni (-1,4% e -25,4%). In crescita il Tg di La7 (1,3 milioni: +7,6% in un anno e +6,3% negli ultimi cinque) che precede Tg2 (1,9 milioni: -9,1% annuo e -48% dal 2021), Tg4 (623mila: + 23,1% e -6%) e Studio Aperto di Italia 1 (543mila: +13,1% e -32,1%)







