Donald Trump si è vantato per l’ennesima volta di una vittoria a golf, dando degli scarsoni agli altri mentre lui è toccato dal dono del talento. Una citazione inconsapevole della scena immortale del biliardo in Fantozzi, visto il contesto in cui si svolgono i tornei vinti dal presidente degli Stati Uniti e le innumerevoli prove in passato di irregolarità. “Che vinca il migliore, cioè io”, diceva il Direttore Conte Catellani al ragionier Ugo…

Quando abbiamo letto il post di Donald Trump su Truth in cui magnificava la sua ultima vittoria in un torneo di golf, abbiamo pensato istantaneamente alla scena di culto della umiliante partita a biliardo tra Fantozzi e il Direttore Conte Catellani nel film capostipite della saga, il capolavoro diretto da Luciano Salce nel 1975. "Il suo è culo, la mia è classe, caro il mio coglionazzo!", dice Catellani a un asservitissimo ragioner Ugo, che sta perdendo apposta in maniera imbarazzante, per non far adirare il direttore della mega ditta e dunque cercare di ingraziarselo. "Che vinca il migliore, cioè io", aveva premesso il Conte facendo capire a tutti come sarebbe finita – o meglio, doveva finire – la partita.

Non crediamo che Trump sappia minimamente chi è Fantozzi o conosca il grandissimo Paolo Villaggio, e tuttavia quando il presidente americano scrive "il mio si chiama talento, io ce l'ho e loro no", la citazione fantozziana è cristallina. Anche perché il contesto non è molto diverso. Già, perché molti accusano Donald di barare in maniera sfacciata, con la spudoratezza del potere che caratterizza tutti i mega direttori di Fantozzi, quando gioca a golf, non solo con vittorie servitegli su un piatto d'argento, ma con veri e propri attacchi di cecità su palline spostate e altre irregolarità variamente assortite. Quando non è impegnato nelle attività presidenziali, Donald Trump gioca sempre a golf A 80 anni Trump è ancora super impegnato sui campi da golf, ci passa tantissimo tempo. Il presidente possiede più di dieci campi negli Stati Uniti, in Europa e in Asia, e viene spesso visto giocare insieme a celebrità, ma anche ad atleti professionisti e altre personalità politiche. Durante il suo primo mandato, si stima che Donald abbia giocato 261 partite di golf, una media di una ogni 5,6 giorni. Le cose non sono cambiate di molto durante il suo secondo mandato, con una stima di 125 giorni su 561 passati con la mazza in mano dal suo ritorno in carica, pari addirittura a 22,3% della presidenza.