Il prezzo delle memorie � diventato la variabile che sta ridisegnando il mercato degli smartphone pi� di qualsiasi novit� di prodotto. La domanda di chip e memoria alimentata dall'intelligenza artificiale ha innescato un rincaro che, dopo una prima parte dell'anno relativamente tranquilla, tra maggio e luglio si � fatto sentire con forza sugli scaffali. � il quadro tracciato da Pier Giorgio Furcas, vicedirettore di Honor Italia e responsabile dell'azienda per la Svizzera, in un'intervista rilasciata a Hardware Upgrade nella sede milanese del produttore.

Il meccanismo � lineare. L'IA � ormai richiesta da moltissimi settori, non solo dalla telefonia, e per funzionare ha bisogno di due ingredienti, il processore e la memoria. Quando la domanda dei settori che stanno trainando lo sviluppo dell'IA inizia ad assorbire memoria in grandi volumi, i prezzi salgono per tutti, e la memoria pesa parecchio sul costo di produzione di un telefono. Il riflesso pi� immediato � la scomparsa dei modelli pi� economici: sotto una certa soglia, spiega Furcas, proporre un prodotto � diventato insostenibile sul piano dei conti.

I numeri che porta il manager sono eloquenti. La fascia tra 0 e 99 euro, che un anno fa in questo periodo valeva circa 25 mila pezzi a settimana, oggi si aggira sui 6 mila pezzi. Non � un problema di domanda: "Non � che l'utente finale non vuole pi� il prodotto da 99 euro, � che non c'� pi� negli scaffali", osserva. E manca anche il travaso verso la fascia immediatamente superiore, quella tra 100 e 150 euro, rimasta stabile. Il consumatore, in sostanza, tiene in mano pi� a lungo il vecchio telefono e rimanda l'acquisto in attesa del momento giusto, orientandosi semmai verso una scelta pi� ragionata.