Un comitato promotore. O meglio, un motore propulsore per accelerare il cammino da qui a Euro 2032. L’idea di un organismo che sia cuore e cervello della sfida Europei Uefa, che contribuisca a proiettare Bari nella scacchiera di città e stadi destinati ad ospitare i campionati di calcio del 2032, è di Luigi Giuseppe Decollanz, presidente di Acque del Sud spa. Molto più di una boutade.
Acque del Sud lancia difatti il Comitato per la candidatura dello stadio San Nicola, dopo che il sindaco Vito Leccese, in una lettera ufficiale alla Figc, ha formalizzato la disponibilità del Comune a proseguire il percorso di candidatura della città e del San Nicola per ospitare UEFA Euro 2032. Un sogno, sì. Ma Leccese, con una certa dose di realismo, ha anche evidenziato che per partecipare a un evento di tale portata c’è bisogno anche di una dote economica non indifferente per mettere a norma lo stadio barese in base agli standard imposti da una competizione di livello internazionale. Per adeguare il San Nicola ai parametri Euro 2032, le stime iniziali parlano di cifre che oscillano tra i 100 e i 270 milioni di euro. Dove trovarli?
«Serve subito un tavolo che unisca enti, banche, imprese e istituzioni: Bari ha i titoli per esserci, ma le occasioni non si aspettano», dice in sintesi Decollanz. Acque del Sud, in sostanza, propone la costituzione immediata di un Comitato promotore del territorio, aperto a Comune di Bari, Regione Puglia, Città metropolitana, Camera di Commercio, Autorità di Sistema Portuale, Aeroporti di Puglia, Università, sistema bancario e fondazioni, associazioni datoriali e imprese.














