Le comunicazioni elettroniche italiane tornano a crescere, ma il recupero dei ricavi nasconde una trasformazione profonda degli equilibri industriali. Nel 2025 il valore del comparto ha raggiunto 29,53 miliardi di euro, con un incremento del 4,5% su base annua e del 6% rispetto al 2021. La spinta arriva dalla rete fissa, le cui risorse sono aumentate del 20% in cinque anni, mentre quelle generate dai servizi mobili si sono ridotte dell’11,4%.È il dato centrale dell’Osservatorio sulle comunicazioni aggiornato al primo trimestre 2026, pubblicato dall’Agcom. Il quadro mostra un mercato che ha superato la fase di contrazione più acuta, ma non ha ancora risolto il problema strutturale della sostenibilità economica degli investimenti. Crescono gli accessi in fibra, le velocità commercializzate e il volume dei dati trasportati. Molto più lentamente aumenta, invece, la spesa della clientela, salita nel 2025 dell’1,1% rispetto all’anno precedente e del 4,3% rispetto al 2020.La distanza tra l’espansione del traffico e quella dei ricavi resta quindi uno degli elementi decisivi per interpretare l’evoluzione del settore. Gli operatori devono sostenere il potenziamento delle infrastrutture, la migrazione dalle reti legacy e l’aumento dei consumi, continuando però a confrontarsi con una pressione competitiva che limita la possibilità di trasferire sui prezzi il costo della trasformazione.Indice degli argomenti