Quasi quarant'anni dopo la sua approvazione, la Legge 22/1988 del 28 luglio sulle Coste (Ley de Costas)resta il testo che fissa i limiti di ciò che si può e non si può fare sulla riva. La norma si basa su un principio semplice: la spiaggia e la riva del mare in Spagna sono demanio pubblico, quindi nessuno può appropriarsi di un tratto né costruirvi strutture fisse senza autorizzazione.
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Da qui derivano buona parte delle sanzioni che poi compaiono sulla stampa ogni estate. Avevamo già passato in rassegna le multe più curiose nelle spiagge europee, qui vediamo quelle che si rischiano sulle spiagge spagnole.
Il titolo quinto della legge, dedicato a infrazioni e sanzioni, distingue tra violazioni lievi e gravi. Tra quelle lievi rientrano, ad esempio, occupare il demanio pubblico senza permesso, non rispettare le condizioni di un titolo amministrativo, danneggiare in modo minore il diritto di passaggio. Queste violazioni sono punite con multe che non possono superare i 60.000 euro.
Le infrazioni gravi, come alterare i capisaldi che segnano il confine demaniale, chiudere l'accesso pubblico al mare o costruire senza autorizzazione, possono arrivare fino a 300.000 euro e, in alcuni casi, il calcolo si fa in base ai metri quadrati occupati, ai metri cubi scaricati o ai giorni di infrazione.









