Tra le ragioni per cui le persone fumano abitualmente marijuana, rilassarsi prima di andare a dormire, prendere sonno più facilmente o dormire più profondamente sono tra le più comuni e citate. Secondo alcuni sondaggi, l’85 per cento di chi fa uso di cannabis a scopo terapeutico dice che aiuta a riposare meglio e circa il 9 per cento degli adulti statunitensi la assume come sonnifero.
Eppure quando i ricercatori hanno provato a quantificare in laboratorio gli effetti della cannabis sulla qualità del sonno, non hanno trovato miglioramenti significativi, anzi in alcuni casi hanno osservato un peggioramento. Nicole Bowles, che studia gli effetti della cannabis sul sonno alla Oregon Health and Science University di Portland, ha detto recentemente al Washington Post che «c’è uno scarto tra ciò che la gente sente che la cannabis sta facendo e ciò che misuriamo».
Il suo gruppo ha pubblicato quest’anno sul Journal of Sleep Research i risultati di un nuovo esperimento. Hanno partecipato diciotto persone, metà delle quali usava cannabis almeno tre volte a settimana e metà che non ne faceva uso da almeno un anno. Per circa due settimane i partecipanti hanno indossato un sensore da polso ed è stato chiesto loro di andare a letto circa alla stessa ora e di provare a dormire otto ore. Le persone che usavano cannabis hanno dormito in media ventisei minuti in meno a notte.









