Stiamo vivendo una crisi ambientale, energetica (dipendenza dai fornitori di gas e petrolio e bollette più elevate d’Europa), economica (imprese meno competitive per il costo dell’energia), climatica (ondate di calore con morti in aumento e città invivibili, incendi, siccità, grandine e bombe d’acqua), con rischi di guerre per il controllo delle risorse in aumento. Mentre la scienza ci dice che per tutti questi motivi la nostra specie è a rischio estinzione, i negazionisti dei cambiamenti climatici continuano ad accanirsi nell’attacco ad ogni progetto di impianto basato sulle fonti rinnovabili, l’ultimo episodio riguarda il caso del progetto di eolico offshore chiamato Atis.

Come circolo Legambiente di Livorno e come Legambiente Toscana abbiamo presentato osservazioni al progetto Atis, chiedendo approfondimenti su diversi aspetti del progetto.

Al contempo abbiamo anche rilevato l’importanza di un progetto di questo tipo per affrontare le criticità sopra ricordate, ma anche per il ruolo che potrebbe svolgere nella realizzazione degli obbiettivi nazionali al 2030 (+ 80 GW di rinnovabili).

Un’opportunità

Il progetto Atis potrebbe costituire una grande opportunità anche per la Toscana e per l’area di Livorno, interessata da due grandi progetti, la nuova Darsena Europa e la riconversione della raffineria Eni: