POTENZA – Un ministero intenso quello di monsignor Agostino Superbo, vescovo emerito di Potenza e a lungo presidente della Conferenza Episcopale della Basilicata. Incarichi che il presule, scomparso ieri a 86 anni, ha condotto secondo i carismi dell’ascolto e della responsabilità pastorale.

Un’immagine consegnata da monsignor Davide Carbonaro, attuale arcivescovo di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo. Ha descritto l’esperienza ecclesiale del suo predecessore come quella di un uomo che «ha servito la Chiesa con intelligenza, mitezza e instancabile dedizione. Nel suo lungo ministero episcopale ha saputo unire la fermezza della fede alla delicatezza dell’ascolto. Ha accompagnato il popolo di Dio con discrezione, equilibrio e profondo senso ecclesiale. La sua parola, sempre radicata nel Vangelo, ha incoraggiato sacerdoti, consacrati e laici a camminare nella speranza e nella comunione».

Eppure, nei cinque lustri trascorsi alla guida dell’Arcidiocesi (dal 2001 e fino al 2015), non sono mancati momenti di prova. Sia sul piano umano che spirituale. Anni intrecciati con la storia stessa della Basilicata affrontati, secondo i ricordi conservati da chi lo ha conosciuto, come «un uomo essenziale. Un uomo libero da ogni protagonismo, attento alle persone più che ai ruoli. Capace di custodire la dignità di ciascuno e di affrontare le responsabilità del governo pastorale con serenità e sapienza».