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Ieri i riflettori si sono accesi su Capo Peloro: Atarashi ha portato a Messina il meglio della musica elettronica internazionale, con il back to back di Marco Carola e Seth Troxler insieme a Max Dean, Matteo Diop e II Faces. Il festival ha preso il via con la musica del dj messinese Marco Ursino richiamando migliaia di appassionati da tutta Italia e dall’estero. Un grande successo che, però, non ha cancellato il clima di dolore che attraversa la città dopo la tragedia di Pistunina. Inserito nel cartellone di Messina E-state 2026, l’evento punta a coniugare intrattenimento, promozione del territorio e richiamo turistico, con circa 9 mila presenze previste e un intero weekend di eventi collaterali.
Tra la gente prevale un sentimento di curiosità e soddisfazione. «Finalmente anche Messina ospita un evento di livello internazionale - racconta Alessia De Luca -. Per troppo tempo siamo stati costretti a spostarci a Catania o Palermo per assistere a festival di questo tipo. Vedere migliaia di persone arrivare qui è motivo di orgoglio». Dello stesso avviso è Antonio Palmisciano organizzatore di eventi: «È un'opportunità importante soprattutto per i giovani. Eventi come questo fanno capire che anche Messina può essere una città attrattiva e moderna. Spero sia solo l'inizio». Non manca chi guarda anche all'impatto economico. «Per alberghi, ristoranti e attività commerciali è un'occasione preziosa - osserva il consigliere comunale Francesco Benedetto -. Se le persone arrivano da tutta Italia e dall'estero, la città ne beneficia sotto tanti punti di vista». C'è poi chi vede nel festival un'occasione per cambiare l'immagine della città. «Messina viene spesso raccontata solo per i suoi problemi - dice Gabriele Costa -. Manifestazioni di questo livello dimostrano che possiamo competere con altre realtà italiane e valorizzare uno scenario naturale unico come quello dello Stretto».









