L'€conomista

Beatrice Telesio Di Toritto

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La riforma fiscale entra nella fase dei correttivi e porta una prima novità anche per il mercato degli accessori ai tabacchi da fumo. Lo schema di decreto legislativo Omnibus, trasmesso alle Camere il 21 luglio per i pareri parlamentari, estende ai cosiddetti prodotti accessori, cartine e filtri, la vigilanza dell’Amministrazione finanziaria e introduce sanzioni per il mancato rispetto degli obblighi contabili e dichiarativi. L’intervento colma una lacuna della normativa, ma affronta soltanto una parte del problema.

Secondo Assopat, l’Associazione nazionale degli operatori dei prodotti accessori ai tabacchi, rafforza infatti la possibilità di sanzionare le irregolarità accertate senza introdurre tutti gli strumenti necessari a seguire i prodotti lungo la filiera e a riconoscere più facilmente quelli entrati nel mercato senza il pagamento dell’imposta. In Italia dal 2020 cartine e filtri sono sottoposti a un’imposta di consumo, ma non sono accompagnati da un sistema di controllo della movimentazione paragonabile a quello previsto per altri prodotti soggetti alla stessa imposizione. Gli operatori registrati devono dichiarare le quantità immesse in consumo e versare il tributo, mentre non tutti i soggetti che detengono o movimentano la merce prima della vendita sono sottoposti a obblighi equivalenti. Diventa così difficile ricostruire il percorso dei prodotti e capire dove siano stati acquistati, conservati e successivamente distribuiti.