di

Vera Martinella

I 40-60enni di oggi sviluppano più tumori rispetto ai genitori e ai nonni, soprattutto per certi tipi di neoplasie (colon retto e seno). Le possibili spiegazioni: stili di vita scorretti, obesità, fattori ambientali

La notizia circola già da un po' e, soprattutto negli Stati Uniti, i numeri la sostengono chiaramente: i 40-60enni di oggi sviluppano più tumori rispetto a genitori e nonni. Soprattutto per i tumori del colon retto e quelli del seno le statistiche già dimostrano un aumento dei casi prima dei 50 anni e, spesso, si tratta di forme particolarmente aggressive.Perché così tanti giovani sviluppano malattie considerate appannaggio della vecchiaia? La questione, affrontata anche sulla prestigiosa rivista scientifica Nature, è stata al centro di due fra i più importanti congressi mondiali sul cancro e le ipotesi si sono moltiplicate: colpa degli stili di vita scorretti, dei cibi ultra-processati, dell'obesità, delle tossine microbiche e di alcuni prodotti chimici agricoli, compresi alcuni erbicidi oggi oggetto di studio, sebbene le eventuali associazioni con il rischio oncologico siano ancora da confermare.«Tutti questi fattori sono stati presi in considerazione, ma una risposta chiara per ora non c'è. Non abbiamo un legame diretto fra effetto e causa scatenante» dice Mario Scartozzi, professore ordinario all'Università di Cagliari e direttore dell’Oncologia medica dell'Azienda Ospedaliera Universitaria del capoluogo sardo.