Il canovaccio base resta il 4-3-3, ma non sono escluse ulteriori variantiRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciDopo un mese (scarso) di lavoro e a tre settimane dal via del campionato ci sono due certezze: Domenico Tedesco ha un canovaccio-base. E’ il 4-3-3, ma la sua lavagna tattica non è ancora incisa sulla pietra: e forse non lo sarà mai del tutto. Intanto, in attesa che il mercato definisca la rosa, l’allenatore rossoblù sta portando avanti un lavoro silenzioso e meticoloso: studiare l’altro Bologna.

Quell’insieme di pedine un po’ meno sotto i riflettori, ma capaci di offrire risorse preziose e varianti tattiche inaspettate a un tecnico che fa della fluidità uno dei suoi principi cardine. I test precampionato, da ultimo il 6-2 cumulativo di sabato agli olandesi del Cambuur, hanno offerto indicazioni chiare sui singoli che cercano riscatto o nuove collocazioni.

L’emblema di questa ricerca di soluzioni alternative è Jens Odgaard. Il danese, un vero e proprio universale, dopo un mese di ritiro svolto nei panni di mezzala col Cambuur, complice il ritardo di forma dell’ultimo arrivato Dovbyk, è andato in rete nell’inedito ruolo di centravanti.

Del resto la sua duttilità si sposa bene con la visione dinamica di Tedesco. Sulla stessa lunghezza d’onda si inserisce Federico Bernardeschi. Il suo ritiro è stato quasi interamente speso da mezzala di movimento, tanto che col Cambuur si è visto anche agire da trequartista puro, proprio alle spalle delle punte. Bernardeschi è a tutti gli effetti una delle note più liete di questo precampionato.