Quando è arrivata al rifugio era così piccola e fragile che nessuno poteva essere certo che avrebbe superato quei primi giorni. Aveva appena cinque settimane, pesava meno della metà rispetto a quanto avrebbe dovuto e il suo corpo era segnato da ferite e infezioni. Ma Soliloquy aveva qualcosa che nessuna diagnosi poteva misurare: una voglia ostinata di vivere. Quella minuscola gattina grigia non sembrava intenzionata ad arrendersi. E mentre le sue zampe ancora avevano bisogno di cure, lei aveva già iniziato a scoprire il mondo con la curiosità e l'energia di chi si sente finalmente al sicuro. Oggi corre, gioca e affronta ogni angolo della casa famiglia come se fosse sempre stata la padrona di casa.
Un incontro arrivato all'ultimo momento
La storia di Soliloquy è iniziata in una sera qualunque, poco prima della chiusura di un rifugio in Virginia. Una volontaria di Tails High, ad Alexandria, era arrivata per occuparsi di una gatta madre con i suoi cuccioli, un intervento già programmato. Poi è arrivata una richiesta inattesa: il personale le ha chiesto se poteva occuparsi anche di un'altra gattina. Era sola, senza fratelli, senza una mamma accanto e senza nessuna certezza sul suo futuro. La volontaria Casey, di Cap City Cats, non ha esitato. Da anni si prende cura proprio dei casi più difficili, quei cuccioli neonati che hanno bisogno di attenzioni costanti e di qualcuno disposto a credere nelle loro possibilità. Quando ha preso Soliloquy tra le braccia, però, la situazione era preoccupante.






