HomeImolaCronacaDalla parte dei malati. Fondazione Montecatone, volontariato in crescitaLa onlus festeggia i venticinque anni dal trasferimento nella sede attuale "L’anno scorso i 74 iscritti attivi hanno assistito i pazienti in 1621 trasporti" .Una foto di gruppo dei volontari della Fondazione MontecatoneRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciMentre l’istituto di Montecatone celebra i 25 anni dal trasferimento alla sede attuale, c’è chi è sempre rimasto al suo fianco e guarda al percorso compiuto con uno sguardo altrettanto orgoglioso. In questo quarto di secolo per l’ospedale di riabilitazione, diventato un punto di riferimento nazionale per le persone colpite da lesioni midollari e cerebrali, il supporto della fondazione Montecatone Onlus è stato essenziale. Lo testimoniano in maniera chiara i numeri in crescita: lo scorso anno 74 volontari attivi, che hanno compiuto un totale di 1076 accessi e 2785 ore di volontariato, hanno permesso l’organizzazione di 1621 servizi di trasporto rivolti a pazienti e familiari. Una della attività predominanti garantite dalla fondazione negli ultimi anni.

"Nel 1998, quando le persone ancora si contavano sulle dita di una mano, siamo nati come un’effettiva Fondazione e non come volontari – ripercorre la storia di Montecatone Onlus Marco Gasparri, presidente dal 2010 –. Tra le nostre prime mansioni c’è stata la ricerca di fondi e risorse, che continua tutt’oggi. In questo modo favoriamo l’innovazione tecnologica, la ricerca scientifica, l’accoglienza e l’assistenza ai pazienti, con il fine di garantire loro un percorso di vita più autonomo. Le attività di volontariato in cui siamo impegnati oggi sono estremamente variegate". C’è chi accompagna un paziente a una visita, chi lo affianca durante il pranzo, chi organizza un’uscita o chi gli offre compagnia. I 74 volontari partono dai 18 e arrivano agli 80 anni; ognuno aggiunge il proprio tassello a un puzzle collettivo. Lo scorso anno le presenze dei volontari sono state in media 56 al mese: un dato non indifferente se si tiene conto che l’istituto di Montecatone dispone di 158 posti letto. "I volontari non vengono formati solamente su tecniche di accompagnamento, rischi e gestione della relazione con il paziente e con i familiari – prosegue Gasparri –. Imparano immediatamente che qui dietro ogni persona c’è un potenziale. Insegniamo che, piuttosto che rimpiangere quello che non c’è più, bisogna lavorare con ciò che è rimasto. Lo sport, ad esempio, diventa uno strumento di autonomia e rivalsa personale".