Il pieno di un camion può costare quanto una piccola busta paga. E per chi vive con le mani sul volante, ogni rincaro alla pompa non è soltanto una voce in più sullo scontrino: è un colpo diretto ai margini dell’impresa. A Ferrara il conto del caro-carburanti riguarda una platea di 1.792 professionisti della strada, tra agenti di commercio, autotrasportatori, taxisti e operatori del noleggio con conducente. Un esercito silenzioso che attraversa quotidianamente la provincia per consegnare merci, raggiungere clienti, garantire servizi e tenere in movimento l’economia locale.

I dati elaborati dall’Ufficio studi della CGIA fotografano una realtà ferrarese nella quale la componente più numerosa è rappresentata dagli agenti di commercio: 1.198 attività. Seguono 498 imprese dell’autotrasporto e dei servizi di trasloco, mentre taxisti e Ncc sono 96. Numeri che collocano Ferrara al 47esimo posto nella graduatoria nazionale, in una classifica guidata dalle grandi aree metropolitane: Roma conta 22.468 attività, Milano 19.374 e Napoli 15.613.

Il confronto con le altre province dell’Emilia-Romagna restituisce però una fotografia più articolata. Ferrara è al settimo posto regionale, davanti soltanto a Piacenza, che si ferma a 1.636 attività. In testa c’è Bologna con 6.989 imprese, seguita da Modena con 4.324 e Reggio Emilia con 3.300. Poi Forlì-Cesena, con 2.562 attività, Parma con 2.397, Rimini con 2.326 e Ravenna con 2.051. Ferrara chiude dunque il gruppo delle province emiliano-romagnole sopra quota 1.700, con un dato che vale poco più di un quarto della consistenza bolognese.