Goceano.03 agosto 2026 alle 00:26Strada invasa dai detriti e bloccata per ore fra Bottidda e Bono

Quarantotto ore di fuoco, terra bruciata da Bottidda sino a Monte Rasu e poi nel territorio di Bono. Anche ieri la macchina antincendio regionale ha affrontato le riaccensioni del rogo che ha distrutto centinaia di ettari di bosco nel Goceano. Il bilancio è pesantissimo, come confermano i sindaci di Bono e Bottidda e c’è anche un altro tema che fa infuriare i primi cittadini. Era un incendio annunciato quello che ha lambito l’eremo di San Francesco sul Monte Rasu e che ha ridotto in cenere boschi e ucciso animali. Il sindaco di Bono, Michele Solinas, è netto: «Da venti giorni ci stavano provando con le esche, da venti giorni. Noi lo sappiamo, sono state posizionate sempre negli stessi punti. Siamo riusciti a fronteggiare in qualche modo la situazione e a impedire il disastro. Poi alla fine questi ce l’hanno fatta, purtroppo il vento e il caldo sono stati fattori che hanno reso tutto più difficile. Possibile che non si riesca a prevenire con segnali del genere. In passato abbiamo avuto un efficace servizio di pattugliamento del personale della compagnia barracellare, c’erano dei finanziamenti regionali. Possibile che non si riesca a predisporre un’efficace azione preventiva?». Solinas torna sulla conta dei danni: «Ancora non abbiamo i dati definitivi, forse li avremo domani. Il fuoco ha percorso aree demaniali e animali sono stati arsi vivi. Questo è un momento tragico per noi». La macchina antincendio regionale (Corpo forestale, Forestas, Protezione civile) con il supporto dei Vigili del fuoco, anche ieri ha lavorato per ore dalla zona del Nuraghe Larattu sino a Monte Rasu.