L’emergenza02 agosto 2026 alle 00:52Boschi in cenere e un Canadair in avaria. Paura anche a Quartu e Guspini
Un’altra giornata di fuoco in tutta l’Isola, un’altra difficile prova per la macchina antincendio regionale che ieri ha schierato tutta la flotta aerea per fermare i roghi scoppiati a Quartu, Guspini, Bottidda, Bono, Teti,Padru e Cabras.
E le operazioni di spegnimento sono diventate ancora più difficili quando il Corpo Forestale non ha potuto contare su un Canadair da affiancare ad altri due velivoli in azione sulle campagne di Bottida. L’areo è rimasto a terra a causa di una avaria, una situazione che ha imposto un ulteriore sforzo operativo alle squadre a terra e ai velivoli (sei in tutto) impegnati su una vasta area tra Bottida e Bono.
Boschi devastati
La situazione più difficile con un pesantissimo bilancio dei danni è proprio quella di Bottidda dove il fuoco ha distrutto centinaia di ettari di bosco in area demaniale. L’allarme è scattato intorno alle 11,30, con il punto di insorgenza del fuoco nella località del nuraghe Larattu. Il Corpo Forestale ha chiesto il supporto di elicotteri e Canadair. Sono intervenuti tre elicotteri (Anela, Bosa e Sorgono), due Super Puma (Alà dei Sardi e Fenosu) e due Canadair. Un terzo Canadair in avaria, non ha raggiunto la zona. Sugli elicotteri anche gli specialisti del gruppo Gauf (Gruppo di Analisi e Uso del Fuoco) del Corpo Forestale per le attività del controfuoco. Le fiamme sono arrivate sino a Monte Rasu dopo avere fatto danni ambientali pesanti. Il fronte del fuoco è stato fermato prima che arrivasse al convento di San Francesco (uno dei primi insediamenti francescani della Sardegna), un eremo circondato da lecceti e castagneti. A rischio la festa in programma tradizionalmente per la giornata di oggi, 2 agosto. Il sindaco di Bottidda, Ivo Nieddu: «Dato allarmante, sul quale spero le forze dell’ordine intervengano, è il punto di insorgenza del fuoco dalla zona di Larattu. Succede da anni sempre la stessa cosa».







