Il direttore artistico della Biennale Danza racconta la ventesima edizione che si è appena conclusa dal titolo “Time does not exist” con uno sguardo già al prossimo biennio. “Abbiamo miniaturizzato le nostre esperienze e guardiamo moltissimi contenuti sul telefono dove il tempo accelera. La cosa meravigliosa del teatro è che ci impone di rallentare e ci impedisce di fare più cose contemporaneamente. Qui il tempo è sospeso. La danza è una connessione umana diretta, empatica, da persona a persona”. L’intervista

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