Pubblicato il: 02/08/2026 – 16:30

CATANZARO “Garantire ai cittadini un’assistenza omogenea, tempestiva e basata sulle migliori evidenze scientifiche, indipendentemente dal luogo in cui si verifica l’evento acuto”. Con la nuova Rete Stroke e il relativo Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta), la Regione Calabria si è dotata di un modello organizzativo unico per la gestione dell’ictus cerebrale, una delle principali cause di morte e disabilità. Il documento è stato elaborato da Azienda Zero e approvato dalla Giunta regionale in una delle sue ultime sedute.

Il contesto

Il piano prende le mosse da un principio preciso: nell’ictus il fattore tempo è decisivo. Per questo la rete – emerge dal documento – viene organizzata secondo il modello Hub & Spoke, già previsto dalla programmazione ospedaliera regionale, integrando ospedali, sistema dell’emergenza-urgenza 118, telemedicina e servizi riabilitativi in un unico percorso assistenziale. L’analisi epidemiologica contenuta nel report ricorda come in Italia si registrino ogni anno circa 200 mila casi di ictus, con l’80% rappresentato da nuovi eventi. Per la Calabria, l’analisi dei ricoveri effettuata sui dati del Sistema informativo sanitario regionale riferiti al 2025 fotografa una casistica di 1.718 ricoveri per ictus ischemico e 1.578 per ictus emorragico, oltre a 221 trattamenti di trombolisi, 164 trombectomie e 2.597 ricoveri per vasculopatie cerebrali. Il tasso regionale è pari a 9,38 casi di ictus ischemico ogni 10 mila abitanti e 8,61 casi di ictus emorragico ogni 10 mila abitanti. Circa il 12,9% dei pazienti con ictus ischemico è stato sottoposto a trombolisi. Il report analizza anche il fenomeno della mobilità sanitaria. Nel 2024 si sono registrati 186 ricoveri fuori regione per ictus ischemico, 152 per ictus emorragico, 22 trombolisi, 18 trombectomie e 142 ricoveri per vasculopatie cerebrali effettuati in altre regioni. Per quanto riguarda gli esiti dell’assistenza ospedaliera, il documento evidenzia che circa il 79% dei ricoveri per ictus ischemico e il 64,3% di quelli per ictus emorragico vengono effettuati all’interno delle Stroke Unit. Tra i pazienti colpiti da ictus ischemico, il 66,5% viene dimesso al domicilio, il 14,2% trasferito in riabilitazione e il 7,4% muore entro i primi quindici giorni di degenza. Per l’ictus emorragico, invece, il 45% dei pazienti torna a casa, l’11,5% viene inviato in riabilitazione e il 21,1% muore entro trenta giorni di ricovero.