Tedesco può iniziare a lavorare sul centrocampo e buttare nella mischia Moro, Ferguson (fuori dalle amichevoli di Valles perché rientrati da poco dalle ferie post mondiali) e l’ultimo arrivato Amondarain: il Bologna cresce e i risultati si vedono, alle voci gioco, occasioni e gol.

Mischia carte e uomini, il tecnico, unendo quelli con con più minuti nelle gambe a coloro che sono alla prima amichevole (Moro e Ferguson, 45’ per ciascuno) dell’estate, e dopo l’impiego di Bernardeschi, Moro e Pobega nell’amichevole del mattino, al pomeriggio tocca ad Amondarain, El Azzouzi e Ferguson, con i primi due elementi in campo per un’ora. A bordo campo, nel pomeriggio, c’è pure la mamma di Mikel Amondarain, che ha accompagnato il figlio a Bologna per questi primi passi della nuova avventura in Italia, nel Vecchio Continente.

L’argentino, che in patria aveva già iniziato il campionato, ha condizione, gamba e aggressività, garra, voglia di mettersi in mostra e capacità di giocare a un tocco, non ancora l’intesa con i compagni e automatismi nei compiti da svolgere, come è normale che sia.

Buone impressioni per la prima da mezzala, per lui che può essere impiegato anche in mediana. Per ora il mediano titolare continua a essere El Azzouzi, che sta sfruttando l’estate per convincere Tedesco di poter far parte del nuovo Bologna.