Oltre duecento persone hanno partecipato alla serata con ospite Luciano Moggi che ha trattato l’argomento: "Da Calciopoli a Farsopoli. 20 anni di menzogne. Tutta la verità dal 2006 ad oggi", organizzata dallo Juventus Club "Amico della Juve" con in testa il dinamico speaker tuttofare Luca Azzolini. Appuntamento al Poggio fra ricordi, aneddoti e confessioni di uno dei più grandi e controversi dirigenti del calcio italiano, Luciano Moggi che il 10 luglio ha spento 89 candeline, ma con la voglia di aprire lo scrigno dei segreti.

Direttore Moggi, vent’anni fa la Juventus finiva in B dopo lo tsunami Calciopoli. Oggi qual’è la prima cosa che le viene in mente?

"Parliamo di tempi in cui eravamo noi al comando e la Juventus faceva paura a tutti, perché era forte. Eppure gli inquirenti dicevano che tutto fosse cominciato con la partita di Perugia nel 2000, quella che noi dovevamo vincere. Poi fu Melli a rivelare di aver proposto il pari ma Montero disse no, perché i nostri volevano tre punti. Così iniziò tutto, ma sia chiaro che in Calciopoli non c’è traccia di reati da parte della Juve. Noi non abbiamo mai chiesto di vincere una partita, gli altri sì".

Tra l’altro quello scudetto del 2000 lo perdeste.