ANIMALI. Adattare i nostri ritmi alle necessità biologiche del cane è la prima forma di rispetto: i consigli utili per fronteggiare il caldo.

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Stefano Scioscia

In queste settimane d’estate la nostra attenzione si concentra quasi sempre sulle raccomandazioni più note: garantire acqua fresca sempre disponibile nella ciotola, cercare l’ombra durante le uscite ed evitare di lasciare gli animali in auto, anche solo per pochi minuti. C’è però un pericolo strisciante e troppo spesso sottovalutato, che riguarda la superficie stessa su cui i nostri cani camminano ogni giorno. Quando usciamo di casa, le nostre calzature ci isolano dal terreno e la nostra altezza ci allontana dal calore che sale dalla strada. Per i nostri compagni a quattro zampe, la realtà è radicalmente diversa. L’asfalto, il porfido e il cemento accumulano radiazione solare per ore, trasformando le vie cittadine in vere e proprie piastre radianti. Con una temperatura dell’aria apparentemente mite, intorno ai 28 gradi, la superficie del suolo sotto il sole diretto può superare facilmente i 50 o persino i 60 gradi: una condizione termica in grado di provocare lesioni profonde in pochissimi minuti di contatto.

L’errore da non commettere Spesso si commette l’errore di considerare i cuscinetti come una sorta di suola di gomma naturale, dura e priva di sensibilità. In realtà, i cuscinetti sono strutture anatomiche complesse, formate da tessuto vivo altamente vascolarizzato e ricco di recettori nervosi. Servono ad ammortizzare l’impatto e a proteggere la zampa, ma soffrono l’eccesso di calore esattamente come la nostra pelle. A questo danno diretto si somma un secondo fattore critico: la statura dell’animale. Trovandosi a poche decine di centimetri da terra, il cane assorbe in pieno l’irraggiamento termico che risale dal terreno verso l’addome, un meccanismo insidioso che accelera in modo drastico il rischio di colpo di calore. È un’insidia che peraltro non riguarda soltanto il contesto urbano. Durante le uscite estive nelle nostre valli, anche i sentieri rocciosi, le pietraie e le mulattiere totalmente esposte al sole nelle ore centrali si trasformano in superfici estremamente roventi e abrasive.