Il popolo in amore si è messo in marcia alle ore 19.26 da piazza Carità anche sfidando le proprie paure dopo la violenta scossa di terremoto di venerdì sera. Davanti a tutti il presidente De Laurentiis, accompagnato dalla moglie Jacqueline e dal figlio Edoardo, le mani tese verso i tifosi, emozionato quanto nei giorni dei due scudetti nella sera della celebrazione dei cent’anni azzurri. Uno straordinario abbraccio perché questo è «un amore che non si spiega: si sente» come ha scritto il Pocho Lavezzi, indimenticabile per i suoi gol, i suoi dribbling, la sua napoletanità che esprimeva anche nei difetti. Nel video diffuso dal club ieri, all’alba del centenario, si ascoltano queste parole: «Sacro è ‘stu juorno ‘e festa ca sulo ‘nu miraculo pò ffà cchiù bello ancora. E allora, San Gennà, fa’ ca st’allerìa nunn’ ha dda fernì maje». Non c'era bisogno di lanciare il messaggio in italiano: il napoletano usa le parole dell’amore. Tutta piazza Plebiscito, respingendo le ansie, cantava “Oj vita oj vita mia” mentre De Laurentiis e migliaia di tifosi si avvicinavano al palco. Dov'era possibile se non a Napoli questa manifestazione di fede? Venerdì i diecimila del corteo organizzato dai gruppi delle curve sono diventati trentamila quando è cominciata la grande notte azzurra, illuminata dalle torce sul lungomare.
Napoli, la passione fa 100: l'emozione azzurra che restituisce il sorriso
Il popolo in amore si è messo in marcia alle ore 19.26 da piazza Carità anche sfidando le proprie paure dopo la violenta scossa di terremoto di venerdì sera. Davanti a tutti...











