Una lunga cavalcata per arrivare alla mezzanotte, con il corteo del tifo organizzato da piazza dei Martiri alla Rotonda Diaz. Non è stata una giornata qualunque a Napoli e lo si respirava sin dalla mattina. L'atmosfera era di quelle vibranti. C’è chi cercava la sciarpa del nonno, chi la maglietta di Diego e chi un cimelio che ricordasse una partita speciale o una persona cara. C’è chi ha chiesto un giorno di festa al lavoro, chi ha rinunciato alle vacanze pur di esserci. Quasi tutti i tifosi presenti alla manifestazione, organizzata dai club, indossavano una maglia azzurra, sulle spalle la scritta “Napoli è della gente”, il ritornello della canzone “Primo agosto pioveva” scritta da Cristian Vollaro che si ascolta prima delle partite allo stadio Maradona. Un inno che ha accompagnato la squadra verso il quarto scudetto vinto con Conte.

Da piazza dei Martiri Pronti, via, partiti. Ore 17: il ritrovo dei tifosi in piazza dei Martiri, una marea azzurra (la Polizia ha comunicato 5000 presenze ma la sensazione è che fossero circa 10mila) ha inondato le strade di Napoli. Cori, fumogeni e una città in festa. Vessilli al vento e si procedeva diritti verso la Rotonda Diaz, dove i gruppi organizzati del tifo avevano sistemato il palco per il primo dei due eventi del week-end del centenario. Una camminata che in molti ricorderanno per sempre: qualcuno piangeva, altri si abbracciavano. «Noi i più forti al mondo» Ad attendere le migliaia di tifosi giunti alla Rotonda Diaz c’erano diverse aree organizzate che ripercorrevano la centenaria storia azzurra. Si partiva dalle cento gigantografie, fino alle maglie, una collezione con cimeli unici che ricordavano chi quella divisa l’ha sempre «difesa, onorata e sudata», come era scritto sui cartelloni affissi da settimane in tutte le strade della città. Tra i presenti anche l’ex presidente del Napoli Corrado Ferlaino, che ha rivelato di aver comprato Maradona per «vincere e abbiamo vinto in Italia e all’estero, dimostrando di essere la squadra migliore al mondo». Emozione per il messaggio di Conte, il tecnico del quarto scudetto: «Sono veramente onorato di fare parte di questa storia. Napoli e i napoletani mi hanno dato tanto dal punto di vista umano e professionale. Vi auguro le migliori fortune perché so che per voi il Napoli è una ragione di vita e di passione». Sul palco anche Alessandro Siani e l’assessore al Comune di Napoli Edoardo Cosenza, che ha mostrato le immagini del nuovo stadio Maradona: «Non ci sarà più l’anello inferiore, dove ora non si vede nulla». Prima della torciata di mezzanotte la sfilata di tanti ex azzurri, a cominciare dal vecchio capitano Peppe Bruscolotti. Sulla festa l’ombra della preoccupazione per la fortissima scossa di terremoto, non avvertita alla Rotonda Diaz.