| 1 Agosto 2026 17:31 |

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ROMA (ITALPRESS) – Raddoppiare da 15 a 30 milioni la platea dei cittadini coperti dalla sanità integrativa, riordinare con un testo unico un settore oggi frammentato e spostare il baricentro dei fondi dalla duplicazione delle prestazioni pubbliche alla prevenzione e alla Long Term Care. Sono i cardini della proposta di risoluzione autonoma depositata dal presidente della 10ª Commissione del Senato (Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), Francesco Zaffini, al termine dell’indagine conoscitiva sulle forme integrative di previdenza e di assistenza sanitaria.

Il documento – un atto di indirizzo che impegna il Governo – muove da una fotografia del settore. Oggi soltanto il 24 per cento della popolazione è coperto da sanità integrativa, contro una media dell’Unione Europea indicata al 75 per cento, con un contributo medio per beneficiario di 190 euro a fronte dei 260 euro europei. La copertura risulta inoltre socialmente sbilanciata: ne beneficiano soprattutto i lavoratori dipendenti tutelati dalla contrattazione collettiva, mentre i pensionati rappresentano appena il 3 per cento degli iscritti ai fondi pur esprimendo il maggior bisogno di cure. Sul fronte della spesa, il testo ricorda che quella sanitaria privata ha toccato nel 2022 il valore più alto della serie storica, 41,5 miliardi di euro; considerando anche i circa 25 miliardi destinati a prestazioni socio-assistenziali, la spesa sostenuta dai cittadini «di tasca propria» si aggirerebbe intorno ai 70 miliardi, dei quali solo 5 intermediati.