Bologna, 1 agosto 2026 – I Campi Flegrei sono tornati a far paura dopo la scossa della notte tra venerdì e sabato, la più forte degli ultimi quarant’anni.
Il ‘supervulcano’ che sorge tra Napoli e Pozzuoli, la cui ultima eruzione risale al 1538, è uno dei maggiori punti critici d’Europa in tema di sismica, di vulcanologia e di impegno per la protezione civile. Nella sola ‘zona rossa’ – che comprende Pozzuoli, cinque comuni vicini e i quartieri più occidentali del Comune di Napoli – vivono 550mila persone: proporzioni uniche sul territorio continentale, fuori scala anche per la maggior parte delle aree sismiche di cui è punteggiato il pianeta. Un crollo a Pozzuoli a seguito del terremoto
Anche per questo il Dipartimento nazionale di Protezione civile ha da tempo redatto un piano nazionale di emergenza per i Campi Flegrei, che vede coinvolte le Agenzie per la Protezione civile di tutte le regioni italiane.
L’Emilia-Romagna pronta a entrare in azione
“Pure l’Emilia-Romagna è pronta a fare la sua parte – spiega Massimo Camprini, direttore dell'Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile –, e lo farebbe con la sua colonna mobile, attrezzata per le emergenze più serie e forte di 20mila volontari già adeguatamente formati. Sarebbe il Dipartimento nazionale di Protezione civile a specificarci di quante forze ci sia bisogno in caso di emergenza”. Si tratta in ogni caso di uomini e mezzi già addestrati per intervenire in uno scenario complesso quale è l’area flegrea.











