Via le Nuove Proposte, insieme con il loro carico di finto buonismo. Super ospiti. E tournée in Europa dopo la kermesse. Lo scugnizzo d’oro e Ferraguzzo vogliono trasformare il Festival una gioiosa e fiorita macchina da guerra.
Mettetevi comodi e stappatevi una bionda, perché l’asfissia mediatica che circonda lo scugnizzo dell’89 ha ormai ampiamente superato il livello della farsa nazionale.
De Martino mania: da qui a Sanremo può solo peggiorare
Siamo in pieno visibilio da canicola, con 40 gradi all’ombra che liquefanno i pensieri e un anticiclone africano che vi fa desiderare solo un cono gelato o un tuffo liberatorio, eppure l’unico vero, ossessivo argomento da bar è un Festival di Sanremo che andrà in scena a inverno inoltrato. Il motivo? Semplice. Stefano De Martino, alias il Re Mida della Rai, è un brand vivente talmente pervasivo che farebbe notizia fissa sui portali nazionali pure se facesse uno starnuto fuori ordinanza o se un cronista a corto di “salvinate” calcolasse il numero esatto delle sue tappe quotidiane al bagno. A metà luglio è bastato che qualcuno rubasse pochi secondi di video per mostrare il giovanotto sul balcone di casa, armato di scopa e intento a ripulire le piastrelle, per mandare in tilt i social e costringere i titolisti a vergare editoriali solenni sul fatto che «sembra uno spot» pure la rimozione della polvere domestica. Capite il cortocircuito? Se l’Italia si ferma a commentare la coreografia di una saggina sul terrazzo, immaginatevi cosa succederà quando questo ballerino prestato al grande gioco della tv inizierà a muovere i milioni della discografia, decidendo chi ha il diritto di cittadinanza sul palco dell’Ariston.








