TRENTO. L'ottimismo è durato lo spazio di qualche ora: già finito l'effetto del taglio delle accise, e adesso il caro carburanti investe anche la benzina. Risultato: è tutto sopra i due euro.

Bastino i prezzi medi di ieri in Trentino: 2.086 euro al litro per il gasolio self, 2.002 per la benzina self. Se è un incubo, gli automobilisti non riescono a svegliarsi. L'allarme l'aveva lanciato qualche organo di stampa qualche giorno fa: dei 14 centesimi di sconto che sarebbe dovuta pesare la manovra sulle accise messa in campo dal Governo nazionale per frenare la corsa al rialzo dei carburanti, meno di 11 arrivano alla pompa.

Questo, aggiunto al la ripresa del prezzo del petrolio, ha fatto riprendere un trend che penalizza i consumatori. Con un'aggravante: il taglio delle accise era solo sul gasolio. Ora si è messa a correre, più di prima, anche la benzina. E l'Unione nazionale consumatori parla apertamente di speculazioni, evidenziando le differenze nemmeno troppo marcate: «Ma chi oggi ha rialzato di più i prezzi? Chi ha speculato di più? In tutte le regioni italiane, tranne che in Sicilia dove il prezzo, essendo già alle stelle, è rimasto stabile, il diesel ha ripreso la sua corsa. Vince la Valle d'Aosta dove in appena 1 giorno il gasolio costa 2,7 cent in più al litro e un pieno da 50 litri si paga 1,35 euro più di ieri. Medaglia d'argento per Bolzano (+2,3 cent al litro, +1,15 euro per un pieno), medaglia di Bronzo per la Liguria (+2,2 cent al litro + 1,1 euro a rifornimento)».