Se qualcuno mi avesse detto qualche anno fa che una delle voci più tenaci nella battaglia contro la Xylella avrebbe avuto un impeccabile accento inglese, non gli avrei creduto. E invece è la storia di Helen Mirren. Da oltre quindici anni il premio Oscar considera il Salento la sua seconda casa. Qui, insieme al marito Taylor Hackford, ha acquistato una masseria, ha imparato a conoscere il ritmo lento delle campagne, il valore del lavoro nei campi, il significato di quegli alberi contorti che da secoli disegnano l'orizzonte della Puglia. E quando la Xylella ha iniziato a cancellare quel paesaggio, lei non ha scelto la strada più semplice, non ha guardato da lontano. Ha deciso di restare. E di esporsi.

La differenza è tutta qui. Perché le emergenze hanno una vita mediatica brevissima. Esplodono, occupano le prime pagine, infiammano i social, mobilitano opinionisti e personaggi famosi. Poi, lentamente, scompaiono. La Xylella non ha fatto eccezione. Per mesi il Salento è stato al centro dell'attenzione internazionale. Si sono moltiplicati appelli, prese di posizione, polemiche, perfino campagne contro gli abbattimenti delle piante infette che, con il senno di poi, hanno finito per complicare una gestione già difficilissima. Quando il clamore si è spento, però, gli ulivi hanno continuato a morire. E con loro hanno continuato a soffrire migliaia di famiglie che dell'olivicoltura vivevano.