L’album dei potenziali candidati a Sindaco di Milano si arricchisce sempre più. A sinistra, con Avs, sembra essere pronta a lanciarsi Carlotta Cossutta, la quasi quarantenne nipote di Armando Cossutta, che fu esponente di primo piano dell’allora Partito comunista italiano e uomo di fiducia di Mosca in Italia. Nata e cresciuta nel capoluogo lombardo, oggi Carlotta è co-presidente della Casa delle Donne di Milano, attivista di «Non una di meno» e docente universitaria.

In diverse occasioni aveva dichiarato che era nelle sue intenzioni seguire le orme del nonno, e quindi eccola pronta a candidarsi alle primarie del campo largo a Milano, a mettersi in gioco con l’intenzione di rappresentare un pezzo della realtà civica milanese e degli innumerevoli centri sociali presenti in città.

In una intervista rilasciata al Manifesto circa un anno fa, in concomitanza dello sgombero del Leoncavallo, ebbe modo di dichiarare che quello era un duro colpo, perché lo storico centro sociale era sempre stato nel suo panorama politico ed emotivo. E che una Milano senza il Leoncavallo non sarebbe stata più la stessa città, non solo simbolicamente ma anche affettivamente.La sua candidatura sembra far discutere almeno per due ordini di motivo: il primo, diciamo così, è di coerenza estetica.