Al Galaxy Unpacked di Londra il presidente della divisione Device eXperience ha delineato un futuro di dispositivi «companion» capaci di percepire bisogni ancora prima che vengano espressi

Il giorno dopo il Galaxy Unpacked - l'evento in cui Samsung ha presentato i suoi nuovi smartphone - in una sala meno affollata di quella del palco principale all'Old Billingsgate di Londra, TM Roh, presidente della divisione Device eXperience di Samsung Electronics, ha risposto per un'ora alle domande di un gruppo di giornalisti europei, chi scrive compreso. È il momento in cui la visione presentata il giorno prima (tre pieghevoli, il Fold 8, il Fold 8 Ultra e il Flip 8, più i primi occhiali intelligenti del marchio realizzati con Google sulla piattaforma Android XR) trova la sua cornice concettuale. Ed è una cornice ambiziosa: quella di un'intelligenza artificiale che non risponde più a comandi, ma osserva, ascolta, misura e anticipa.

La visione: dispositivi che percepisconoRoh non crede che esista, o che sia vicino, un dispositivo capace di sostituire lo smartphone nel giro di pochi anni. Lo ha detto rispondendo a chi gli chiedeva se anelli, occhiali o dispositivi senza schermo potessero diventare il prossimo «grande prodotto» dell'industria, dopo che per anni si è parlato di orologi intelligenti prima e di occhiali smart poi come possibili eredi dell'iPhone. Per Roh nessuno di questi oggetti prenderà da solo quel ruolo, perché nessuno concentra la stessa quantità di tempo d'uso, di sensori e di dati che passa attraverso un telefono. Il dispositivo, ha detto in sintesi, resta quello che si porta sempre addosso e che accumula il maggior numero di ore di utilizzo quotidiano. Questo non significa che il telefono resterà identico a se stesso. Roh ha lasciato intendere che la forma potrebbe continuare a evolvere (più sottile, pieghevole, con uno schermo che conta sempre meno se una parte crescente delle interazioni passerà dalla voce o da un'informazione sovrapposta alla realtà attraverso un paio di occhiali). Quello che non cambierebbe è il ruolo di coordinamento: qualcuno deve raccogliere l'informazione, elaborarla, collegare i dispositivi tra loro e decidere quale servizio intervenire in ogni momento. Per Samsung quel ruolo resta saldamente nelle mani dello smartphone.