Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiLa testimonianza è drammatica: «Ho 80 anni. Sono scappato a piedi…mi hanno scacciato dalla mia casa…Chiedo solo di tornare prima di morire...». È un profugo di Gaza, che parla, un palestinese della Cisgiordania vittima delle violenze di fanatici coloni israeliani? È un vecchio che patisce l’interminabile guerra che insanguina l’Ucraina assalita dalla Russia di Putin?

No. È un vecchio sfollato da sei anni nel campo di Macallè, West Tigrai, Etiopia, che parla con l’inviato di Avvenire, quotidiano della CEI (i vescovi italiani) è riuscito a introdursi clandestinamente in quel campo profughi.

Il regime di Addis Abeba vieta alla stampa internazionale l’ingresso. Per un articolo che raccontava le condizioni degli sfollati, l’Etiopia ha espulso una giornalista del quotidiano cattolico francese La Croix. Lambruschi ci ricorda che da anni in Etiopia si combatte una guerra-sterminio che ha provocato centinaia di migliaia di vittime tra le popolazioni civili. Tra la generale indifferenza; nessuna protesta, non si piange, non ci si indigna per le centinaia di donne, bambini, vecchi, massacrati, uccisi, torturati, affamati, stuprati, deportati. Gli sfollati sono vittime due volte della guerra civile dimenticata più cruenta del secolo, iniziata il 3 novembre 2020. Ha provocato direttamente e indirettamente 600mila morti, ma c’è chi dice che possono essere 800mila. Mezzo milione gli sfollati su una popolazione di sette milioni.